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ARBIN  

Il mio villaggio

(con brani scelti dei nostri storici)
Departementale 201 Route des vins de Savoie

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ARBIN

 

 

Situazione generale

position géologique d'Arbin Arbin (circolo nero giallo, e centro rosso nella schematica) è nel cuore del solco alpino, il circolo tutto giallo indica la posizione di Chambéry (capitale della Savoia), Albertville in verde è chiaramente indicato, Grenoble anche in verde, e Aix Les Bains in blu.

Se gradite la geologia facile, vi propongo una vista schematica completa del solco alpino, ma le immagine saranno lunghe a scaricare, vi basta premere sul bottone rosso seguente

Arbin è un piccolo comune situato acanto a Montmélian, in questa parte della valle del fiume Isère, conosciuta sotto il nome di Combe de Savoie.

La Combe della Savoia è famosa, per la qualità dei vini che sono prodotti.

mondeuse Mondeuse il più famoso piantone locale di vite.

ARBIN è circondata di altre vigne famose, è stato costruito al piede della montagna de "La Thuile", sugli ultimi contrafforti del massiccio delle Bauges. La sua chiesa predomina in modo pittoresco le vecchie case raggruppate intorno.


Corso monetario della Mondeuse a Roma, nel II° secolo.

Secondo lo scrittore romano Plinio l'Anziano, nel anno 71 dopo Cristo, il vino Mondeuse si sarebbe venduto 1000 sesterzi l'anfora di 36 litri.

Un altro autore dice 30 sesterzi, ma, il recipiente è l'otra, in pella di capra.
L'otra non si rompe, è facile da trasportare, ma il gusto del vino è di qualità scadente.
Vedete le monete di questo periodo: il sesterzio.

Septimo Severo (193/211)


Sapiendo che nella stesso tempo un chilo di bue o di maiale costava 13 sesterzi, un chilo di agnello 46 sesterzi,


 Vigne, Vigna. 

village d'Arbin et vignes Les vignes omniprésentes à Arbin

Da ARBIN, la vista si estende al lontano sul valle del fiume "Isère".

Verso l'ovest, c'è il valle chiamato "Grésivaudan", al fondo di questo valle c'è la città importante di GRENOBLE.

Grésivaudan Grésivaudan e Combe della Savoia formano un solo e stesso valle, nel solco alpino. Queste due regioni sono semplicemente separate da 1000 anni di storia differente: Grésivaudan era in FRANCIA e Combe della Savoia nel ducato della Savoia.

Di fronte a ARBIN, dell'altro lato del valle e del fiume Isère, sul fianco opposto, si ergono i culmini nevosi delle Alpi di "Maurienne" e della catena di Belledonne.

Originario di Chambéry appena nato ho sempre visto questa catena ammirevole delle Belledonnes.

Majesté des Belledonnes Penso che il posto dove appare la più bella vista della catena di BELLEDONNE è sul commune di "Saint Joire Prieuré", la sera al tramonto sulla sulla strada nazionale (o ancora sull'autostrada) in direzione di Montmélian.

Da Arbin la catena del Belledonne è bella, ma è mascherata in parte dalla collina di Planaise-Chavanne.

 

Ci sotto la catena di Belledonne vista di ARBIN.

Beauté des Belledonnes

Il 31/12/2000, il tempo era bellissimo.

Neiges presque éternelles Questa fotografia è stata presa il 31/12/2000, chi osa dire che l'inverno non è bello in Savoia? Freddo certo, ma c'è spesso bel tempo.

Se si dirigono i sguardi verso l'oriente , si scorge il culmine lontano del Monte Bianco.

Mont Blanc vu d'Arbin

Camminiamo in Arbin

  Un vicolo di Arbin

Via centrale

Quì era l'antica chiesa SANTO VERAN. La prima chiesa di ARBIN.

Vicino alla chiesa scomparsa di SANTO VERAN

Accanto alla chiesa santo Véran, oggi scomparsa, esisteva una fontana inesauribile che Félix BERNARD, scrittore storico di ARBIN cita.

Suppongo che si tratta di questa antichissima fontana? situata vicino alla scomparsa chiesa SANTO VERAN.

fontaine Saint Véran Fontaine Saint Véran style de la gargouille bête fabuleuse

 Saint Nicolas domine le village Arbin visto della località chiamata "il torre".

bullet02_orange.gifLink verso il supplemento fotografie di Arbin

Poesia

Nicole THOUVENOT ha composto un bella poesia per Arbin:

Trovo una notevole sensibilità, Bravissimo! Nicole!

La traduzione non può rendere l'armonia originale (traduttore-tradittore! come si dice in Italia).

Arbin il nostro villaggio;

Non ci si stanca mai, aprendo le persiane,

Di lasciare lo sguardo errare verso queste montagne,

Che formano una zana accogliente e soffice,

Dove Arbin si riposa, ascoltando il suo cuore.

 

Delle sue viti con declivio che dominano i tetti

Sorge un vino delizioso profumato di roccia.

Del cuore di questo vecchio borgo all'incanto del passato,

L'uva si nutrisce per accarezzare le nostre gole.

 

Scendendo delle chine, che ballano un minuetto,

Quest'acqua chiara e azurrata, musicale,

Un bel piccolo torrente chiamato "Nant Bauchet"

Fa dell'incanto al viandante della "Roche du Gué".

 

Che ci sia indigeno o arbinese adottato,

Si apprezza questo villaggio ai colori della Savoia.

Se lo gradisce per il proprio calore e la propria semplicità,

E la vita è così morbida quando si è bene da sé.

Poesia di NicoIe Thouvenot (con la sua autorizzazione)

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Avviso importante

Ogni testo, che segue, scritto in corsivo in queste pagine è soltanto la citazione di un autore, che ha scritto su ARBIN.

      Per approfondire volete consultare i lavori originali degli autori citati sopra.

      Gli autori che hanno scritto su ARBIN, l'hanno fatto tanto benne che sarebbe buffo plagiarli.

 

FRANAMENTI, INDUSTRIA, VIGNE
Valanga

A diverse epoche, Arbin fu minacciato da movimenti di terreno e franamenti che provengono dalla montagna vicina.

Citiamo estratti del testo della "Societé Savoisienne di Storia e d'Archéologia:

Uno dei franamenti più gravi fu quello di 1891, si produsse dopo molti giorni di pioggia, il 15 maggio 1891, in un luogo già denominato la valanga, fu annunciato da un grande chiasso che mise tutti gli abitanti di Arbin in emozione. Alcuni giorni dopo si vede una colata di fango, di terra, di rocce che si avanzava verso il villaggio, le case furono invase, senza tuttavia che ci fù d'incidente di persone. Viti recentemente ricostituite furono portate via. Il 21 agosto, di nuove pioggie prolungate portarono nuove devastazioni.

  Arbin, départ avalanche La partenza della valanga.

  La strada principale fu coperta di fango fino al livello del ponte della ferrovia che attraversa ARBIN, e questo su oltre 200 metri di lunghezza.

  Arbin, arrivée avalanche L'arrivo della valanga al ponte della ferrovia.

  In novembre, nuove discese di fanghi. Case furono abbandonate, il bestiame salvato con grande pena. All'inizio di 1892, il villaggio fu pulito e l'amministrazione delle acque e foreste adottò le misure necessarie per evitare il ritorno di simili disastri.

agricoltura ed industria

Ritorneremo al tema della vite.
riprendiamo il testo del 1910 e notiamo:

La coltura della vite è una delle principali risorse di Arbin, che possede, inoltre, quattro mulini ed una segheria, ai quali le acque abbondanti forniscono una forza motrice sufficiente per una piccola industria.


Mulini e macinazione

I molini utilizzati dai Romani, servivano a frantumare il grano di Arbin e dei comuni vicini. Si trattava di un'attività importante.

Quest'industria prosperosa, che aveva esistato durante quasi 2000 anni è scomparsa oggi.

 Arbin, moulin en ruine au bord de la Crousaz Rovine di un mulino, sulle rive della "Crousaz."

  Accanto al mulino un vecchio condotto.

Félix BERNARD tratta la questione dei mulini idraulici, che appaiono sui mosaici della villa gallo-romana. I mulini di Arbin cominciarono con l'arrivo dei Romani. Gli celti "Allobrogi" cha abitavano ARBIN, prima dei romani, non conoscevano il principio della ruota idraulica con pale.

Arbin così ben fornito dalle fonti abbondanti di Lourdens e del Nant Bochet, vedi dunque i suoi proprietari, ricchi romani, introdurre presto questo progresso industriale dei mulini idraulici nella località. Al Medioevo l'industria si sviluppò; Si installò il canale che costrinse la via consolare a fare due gomiti, alla sua riunione verso il villaggio con il cammino romano di "LaThuile". E ciò verso 1136, come lo è detto più su. Si ottenne così una seria di cadute fino alla pianura. Arbin contò fino a sei o sette mulini idraulici, senza contare le altre industrie speciale, macinazione, battitori e segherie.

Tutte queste industrie del grano sono scomparse verso 1945-1950

Arbin è stato illuminato all'elettricità in 1907.

Jean TROSSET (con Emile Dufféal) ha scritto una notizia sui mulini di Arbin.

ref. L'Echo de la Roche du Gué N° 2 autunno inverno 1990 pagina 7.

vite

Estratto di testo del 1910

La vite è certamente coltivata a Arbin. da un'epoca molto antica, e, benché non possiamo portare informazioni precise a tale riguardo, è molto probabile che questa piccola località, deve in parte la sua vecchia prosperità alla reputazione delle vigne che, oggi ancora, coprono i suoi declivi. In ogni caso, ARBIN fu da molto tempo un luogo di soggiorno ricercato; ne abbiamo la prova coi vestigi di abitazioni ricche e nei vecchi documenti che sono stato oggetto di questo studio modesto (1).

(1/ Va da sé che lo studio modesto è quella dell'autore che scriveva nel 1910).

Altri estratti

Allobrogica Origine del vino di Arbin

Questo testo è tirato del libro "Storia e Archéologie della Francia"

Gli autori sono André PELLETIER, André BLANC, Pierre BROISE e Jean PRIEUR. Edizioni HORVATH. 1988

 Arbin, viticulture d'abord

 La conquista romana non ha modificato la natura dell'agricoltura rodanalpina. Si incontra sempre l'opposizione tra la montagna, settore di predilezione dell'allevamento e le zone basse (in cui Arbin) dove si sviluppano le colture, anche se l'allevamento non ci è assente.

Inoltre, questo tipo di vite si adattava ai terreni freddi, la sua uva nera (secondo le dichiarazioni di Plinio , scrittore romano) maturava al gelo. Tre annate si distinguevano: Taburnum Sotanum ed Ellincum. L'Allobrogica di cui l'attuale "Mondeuse" savoiarda sarebbe l'erede fu creata all'inizio della nostra era, all'epoca anche dove, in Aquitania, Bituriges Vivisques acclimatavano la lora, non meno celebra, Biturica. Oltre che era apprezzato sulle tavole romane e venduto un buono prezzo 1000 sesterces l'anfora di 36 litri Allobrogica fungeva anche da rimedio ad alcune affezioni dello stomaco.

     Arbin, beaux vignobles Viti, belle viti.

 

 

 

Continuità di Arbin dall'epoca romana: 


 bullet02_orange.gifLink verso la storia di Arbin

Nella sezione del suo libro intitolato "Dati nuovi per la nostra storia economica e sociale" Félix BERNARD tenta di fare una sintesi sulla continuità di Arbin dall'epoca romana fino alla prima metà del 20° secolo.

Félix BERNARD, érudit e storico

Il nostro mosaico ad argomenti rivela inoltre che si coltivava la vite e che si utilizzavano ancora gli otri per il trasporto dei vini, sia al porto sul fiume Isère, molto vicino e sempre visibile, sia attraverso le montagne.

Espone che il vino di Arbin era trasportato con otri, in pelle di capra piuttosto che con botti. Mentre i celti Allobroghi conoscevano il botte.

Scrive che i celti Allobroghi coltivavano una varietà di vite, che sopportava i climi freddi.

Questo vino era chiamato (nominato) "Allobrogica".

  Félix BERNARD a scritto:

Plinio l'anziano (autore romano) segnala (HN., XIV, 18) che i novanta anni passati dalla morte di Virgile scrive dunque in 71 della nostra era, Virgile essendo morto en19 prima di J-C. hanno visto apparire una nuova specie di vite che ha reso famoso il territorio di Vienna sul Rodano, capitale dei celti Allobroges. Quindi questa vite è nominata allobrogica. Conviene ai climi freddi e matura con i geli. Il suo grano è di colore nero. Allobrogica/rigidis locis gelu maturescens et colore tii gra; Occorreva che la vite acquisisse questa resistenza agli inverni rigorosi per potere spargersi sulle pendenze delle grandi valli alpestre. Ed è ciò che ricorda forse il nome  di "montagnard"  che i vignaioli di Vienna davano ancora, cento anni fa, al nostro "pinot" moderno, la cui descrizione somiglia con più di una caratteristica a quella dell'antica allobrogica.

REF:Roger DION, Histoire de la vigne et du vin en France, des origines à nos jours,
 

Una conclusione di Félix BERNARD merita di essere citata:

Occorre dunque salutare il merito del mosaicista di Arbin che ci ha fatto il notiziario di tante cose del suo tempo. Le sue piccole tabelle piene di colore locale evocano il trifoglio dei campi, la semplice felce, dei nostri boschi, i nostri fiori preferiti, le nostre vecchie querce ed i nostri abeti verdi. Ricordono le greggi delle nostre montagne, con l'ariete che ne prende la testa, i nostri animali con corni che tirano l'aratro. Perchè ci sono mulini, ci sono soprattutto terre a grano, dei forni e del pane. Il mosaicista non dimentica il principale prodotto dei declivi pieni di sole della Savoia, né la tavola familiare dove i vasi sono pieni del loro vino generoso e profumato.

Tutte le professioni rivivono così: agricoltori, casalinghe, pastori, boscaioli, vignaioli, mugnai, panettieri, pescatori, marini e mercantili, sarti di marmo, muratori e manovali, mosaicisti, musicisti di villaggio, soldati e postaioli che cavalcano sulla via irmpériale. Ammiratori delle vecchie divinità, e nuovi cristiani discretissimi.

 bullet02_orange.gifLink verso i mosaici di Arbin (premere la linea) lingua francese.

ARBIN beautiful gallo roman mosaics II° century

Arbin romano, poi galloromano, ha conservato la sua vocazione viticola originale (pre-romana).

Esiste dunque in questo comune di Arbin, una continuità storica notevole che raggiunge una durata superiore a due millenari.

Questo fatto è notevole.

Gli anglofoni direbbero "Arbin for ever"

Possiamo dire"Arbin sempre"

ARBIN FOR EVER  Notre Savoie et son drapeau

 bullet02_orange.gifLink verso la storia di Arbin  

 bullet02_orange.gifLink verso il supplemento fotografie di Arbin

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  Aggiornato Sabato 16 Febraio 2008

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